Nasce nel 2001 in una periferia complessa della città di Pesaro, quale quella di Borgo S. Maria, con un gruppo di giovani , accomunati dal desiderio di conoscere sè stessi attraverso il teatro.

il gruppo agli esordi

il gruppo agli esordi
Con pochi mezzi e ancora meno pretese è iniziata così quest’avventura, che con sempre più passione, coraggio ed esperienza è arrivata fino ad oggi.

Agostino Vincenzi
Instancabile e decisiva è la regia del professor Agostino Vincenzi, che con la sua trentennale esperienza nel campo ha saputo guidare ed appassionare il gruppo, facendolo crescere in professionalità ed esperienza.
Determinante è, inoltre, il sostegno del Comune di Pesaro, in particolare dell’8° Quartiere che, sin dall’inizio, ha colto l’importanza che esso riveste, sia per chi ne fa direttamente parte, che per tutta la comunità locale, accompagnando la compagnia verso la costituzione in associazione culturale senza fini di lucro, avvenuta nel 2006. Dallo stesso anno siamo iscritti alla F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori) e al Gatt Marche.
Dal 2007 siamo membri del Patto di Quartiere, organo interno del Comune di Pesaro, che mette in sinergia tutte le associazioni, per concordare programmi ed obiettivi comuni.

laboratorio teatrale 2010
Dal 2010 promuoviamo corsi di teatro laboratoriale per adulti e bambini, al fine di avvicinare e far conoscere alla comunità la cultura teatrale, attraverso anche collaborazioni con la scuola primaria e dell’infanzia di Borgo S. Maria.
Fiore all’occhiello degli eventi da noi organizzati, in collaborazione con la Biblioteca di Borgo S. Maria, è “Al borgo incantato”, festival di teatro per ragazzi e famiglie, che dal 2009 ospita compagnie di professionisti del panorama nazionale del teatro ragazzi, con il fine di riconsegnare al giovane pubblico la sua fantasia, attraverso lo spettacolo dal vivo, il prestito di libri e i laboratori creativi.
Dal 2011 siamo promotori di un progetto di riqualificazione della “sala ex cinema” di Borgo S. Maria per riportarla a quel centro culturale e teatrale che per tanti anni l’ha contraddistinta.
Le nostre commedie, miste in lingua e vernacolo, cercano di ridare vita a quelle tradizioni popolari che ormai sono sempre meno conosciute, riscoprendo così il dialetto e il patrimonio culturale che lo accompagna. Il teatro dialettale esercita infatti una funzione di “memoria linguistica” da non considerare una sottolingua povera e volgare. Il vernacolo rappresenta un’identità unica che appartiene ad una ben precisa entità territoriale e tenerlo vivo favorisce la ricostruzione di una memoria storica che, altrimenti, rischierebbe di andare dispersa.


